COME SONO CAMBIATE LE MAGLIE NEL CALCIO

Dalle casacche di lana ai tessuti tecnologici.

Inizialmente si giocava con i propri abiti, solo più tardi arrivarono le divise.

Quando nel XIX secolo il gioco del calcio iniziò a diffondersi in Inghilterra, si trattava soltanto di un passatempo, di un hobby; i primi calciatori giocavano con i propri abiti e si distinguevano tra loro con un berretto, una fascia o qualsiasi altro accessorio di un altro colore. Solo più tardi si afferma il concetto di “squadra” e quindi si presenta l’esigenza di dotare i giocatori di una vera e propria divisa.

Le maglie delle prime squadre erano molto fantasiose e spesso venivano cambiate ogni anno perchè ancora non si trattava di vere e proprie divise riconducibili ad un club: non esistevano i pantaloncini ed i giocatori utilizzavano pantaloni lunghi tenuti con bretelle e cinture.

Solo nel XX secolo, quando il calcio si diffonde come sport di squadra, inizia la produzione dei primi “kit da gioco”. Presto viene stabilito il divieto di utilizzare pantaloni lunghi oltre il ginocchio e l’obbligo per i portieri di avere una maglia diversa da quella degli altri giocatori. Tuttavia, fino al 1930, le maglie dei giocatori, che avevano colori come il rosso, il blu, il bianco, non avevano alcun numero stampato sulla schiena perché non esisteva ancora questa esigenza nell’arbitraggio.

Con la fine della seconda guerra mondiale si afferma piano piano una moda sportiva e nel calcio si utilizzano le prime tecnologie e compaiono le prime personalizzazioni: si vedono anche i primi colli a V che sostituiscono i precedenti collari fissati con una corda. 

Chi non ricorda le maglie dei giocatori tedeschi in “Fuga per vittoria” nella partita contro Pelè e Stallone?

Dal 1960, inizia una nuova era per i completi da calcio.

Adidas e Puma iniziano realizzano nuovissimi completi, più curati e più confortevoli, utilizzando tessuti e tagli diversi secondo l’area geografica di destinazione. Dal 1970, sulle magliette da calcio appare anche il logo del fornitore e, innovazione che stravolgerà il mondo del calcio, l’indicazione dello sponsor. 

Ma i disegni più moderni e nuovi tagli che riguardano anche i pantaloncini, sempre più lunghi e sempre meno aderenti, si diffondono negli anni ’80 e ’90. Sono prima le squadre di club a sbizzarrirsi creando divise sempre più particolari e lavorate, mentre inizialmente le nazionali rimangono fedeli ad un design più sobrio ed istituzionale (raramente con l’indicazione dello sponsor).

Oggi, l’innovazione tecnologica che riguarda la produzione di tessuti sempre più performanti e le svariate possibilità di personalizzazione introdotte con la tecnica del transfer, hanno inaugurato una svolta epocale nel settore, non solo nel calcio. Si passa velocemente dalle maglie quasi tinta unita con numeri e loghi applicati (prima cuciti e poi fissati a caldo), a divise molto personalizzate, molto lavorate e definite, dove fregi, loghi, nomi dei giocatori e numeri sono stampati direttamente sul tessuto.

Le maglie moderne sono sempre più aderenti e studiate per garantire il minore attrito all’aria in un sistema di gioco sempre più fisico e veloce, ma anche per offrire sempre minori punti d’appoggio ai difensori. 

E’ difficile immaginare dove questa evoluzione frenetica possa portare il calcio nel futuro. In 150 anni di storia l’innovazione ha interessato il gioco stesso, le divise, le regole, gli impianti in un cambiamento lento e continuo. Ora le nuove tecnologie promettono evoluzioni sempre più veloci e immediate. 

Dove ci porterà il futuro?

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